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Skype, quali prospettive?

Martedì 26 Settembre 2017 08:58

In relazione all’annuncio di Microsoft di riposizionare Skype for Business con Teams, pubblichiamo l’articolo “Quale sarà il futuro di Skype for Business?” sul riposizionamento sul mercato dell’offerta Skype e sulla possibile percezione da parte delle aziende.

(*) Assunto per veritiero quello che leggo nel post dell'agenzia di stampa britannica Reuters, mi passano per la mente mille idee. Riporto alcune riflessioni che mi vengono d'istinto, senza la presunzione di essere esaustivo o di possedere ricette magiche. Molti potrebbero pensarla in maniera diversa dalla mia.

Skype è stata la prima e innovativa soluzione VoiP (completamente chiusa e proprietaria) ad imporsi, a partire dal 2003 come riferimento sul mercato. Credo che tutti l'abbiano utilizzata almeno una volta nella vita o la utilizzino ancora oggi quotidianamente (io per primo).

Inizialmente fu creata e concepita come piattaforma destinata a tutti, utenti privati e business, e riscosse un successo planetario tant'è che si impose quasi come uno standard di mercato, pur non avendo nulla di standard a livello di protocolli. Successivamente passò nelle mani di eBay (2005) e in seguito di Microsoft (2011).

Pur essendosi evoluta in questi anni, non ha però mai convinto seriamente l'utenza business. Questo anche perché, nel frattempo il VoiP SIP (Skype non ha nulla di standard) si è imposto come riferimento principale definendo e codificando le regole base di quelli che oggi sono diventati i sistemi di comunicazione unificata.

Chiaramente sto semplificando i vari passaggi ma il mio scopo non è quello di fare una cronistoria.

Ancora oggi Skype è presente sui dispositivi della maggior parte degli utenti sia consumer che business. È uno strumento di comunicazione quasi indispensabile e universale. Ma ci sono dei "ma...".

La percezione in termini di funzionalità da parte dell'utenza business è piuttosto limitata così come l'utilizzo delle funzionalità a pagamento. Questo vale non tanto se misurato in termini di fatturato complessivo, quanto in rapporto al potenziale di mercato che un colosso come Microsoft potrebbe esprimere.

A fronte di quasi un miliardo di utenti, solo una ridottissima parte della clientela utilizza la versione business dell'app. Lo stesso vale per l'utilizzo delle funzionalità a pagamento per chiamare verso le numerazioni fisse. Skype in sostanza continua, per la maggior parte degli utenti, ad essere considerato un meraviglioso e praticissimo strumento per telefonare e videochiamare gratis, gli altri utenti Skype in tutto il mondo.

La cosa curiosa è che il protocollo di comunicazione di Skype è molto più efficiente del protocollo SIP; Funziona in qualunque ambito, senza dover considerare problemi di router, NAT, rete, e provider di servizi internet. Utilizza inoltre un codec audio molto più efficiente.

Non soffre delle mille complicazioni del protocollo SIP. Ha un solo e rilevantissimo difetto: il protocollo è completamente chiuso e difficilmente integrabile a livello universale. Ecco il paradosso: il VoIP di Skype è un'applicazione considerata standard e quasi indispensabile per la maggior parte degli utenti ma non costituisce uno standard di mercato a livello di protocollo di comunicazione.

Basandomi su queste riflessioni mi sorgono spontanee alcune considerazioni personali:

  1. Il brand Skype è alla ricerca di una propria precisa identità che non sia più unicamente quella dei primi anni 2000 (la maggior parte degli utenti continuano ad utilizzarlo come hanno sempre fatto).
  2. Il tentativo di rendere il protocollo aperto, affiancando allo standard proprietario anche quello SIP non ha lasciato un gran segno (Skype for SIP- Skype Connect). Ciò anche a causa di un'offerta giunta tardivamente e posta in diretta concorrenza che le tariffe, sempre più competitive, introdotte nel frattempo dai provider VoIP SIP specializzati.
  3. Sul fronte della UC&C Skype non ha fatto rivoluzionari passi avanti e, paradossalmente, la parte in cui l'applicazione risulta più lacunosa in ambito business, riguarda le funzionalità più classiche e antiche. Sono le comuni e basilari funzionalità di un normalissimo centralino telefonico a mancare.

Ciò premesso mi è subito apparso chiaro il motivo per cui Microsoft continui a riposizionare il brand. Da anni sta cercando di creare una nuova immagine e identità al prodotto per competere nel mercato, sempre più agguerrito ed in continua evoluzione, delle Unified Communications.

La domanda è: una svolta di marketing e un riposizionamento così importante sarà concretamente possibile e, soprattutto, sarà effettivamente percepito dall'utenza business?

(*)
Articolo publicato su LinkedIn da Matteo Sala -Training and Technical Support Specialist VoIP, Networking, UC&C Voipvoice

skyper business

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Settembre 2017 16:09

Commenti  

 
0 #2 Paolo Bocci 2017-10-18 05:25
Buongiorno Matteo,
complimenti per il tuo articolo.
La confusione fra Skype e SfB non la fai certo tu.
Avevo scritto nel 2016, sbagliando, che “Per Skype for Business il contenitore - brand + marketing - è tutto, il contenuto è trascurabile”.
L’errore consisteva nel valutare complessivament e il marketing di Microsoft, mentre su questo prodotto hanno fallito clamorosamente.
Ancora un cambio di nome, eppure Shakespeare disse “che importanza ha un nome? Ciò che chiamiamo rosa non profumerebbe lo stesso con qualsiasi altro nome?”.
Di SfB cambiandone il nome rimangono comunque le spine di cui avevo parlato in “Skype for Business, la Promessa Mancata” che è stato letto e condiviso da oltre 16000 persone su Linkedin.
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0 #1 Alessandro Greco 2017-09-26 16:17
Io concordo su quasi tutto, ma vedo delle sfumature un po diverse. Skype nato come prodotto consumer e molto diffuso ha cercato di capitalizzare il proprio valore (grandi numeri e user experience ) creando una offerta business, probabilmente prima pensando al mondo PMI ma poi con il CLOUD anche all'enterprise (ma lo skype for business da quello che so è il vecchio Lync che ha cambiato interfaccia o si è un po integrato). SFB sta avendo una certa diffusione, importante nelle grandi aziende, soprattutto per la collaborazione interna, ha forti limiti per la collaborazione esterna in quanto prodotto che poco dialoga con protocolli standard, ma a sua diffusione grazie al brand O365 e il business model di Microsoft (devi comprare office, e il resto te lo do gratis) sta dando risultati. Ma gli utenti man mano che usano i prodotti diventano sofisticati e esigenti, quindi vogliono tutto e pagare il meno possibile, da cui la ricerca di nuove soluzioni, my 2cent
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