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Social: quale trasformazione?

Venerdì 14 Giugno 2013 10:39

Il Social Business Forum 2013 è l'occasione per verificare come il fenomeno "social" stia entrando nelle nostre aziende. Il target interessato all'evento è molto variegato: dai responsabili di azienda ai marketing manager, da chi si occupa di organizzazione e risorse umane ai consulenti e società del mondo digitale (media agency, etc): quest'anno l'evento ha toccato la soglia di 2000 iscritti.

L'avvio del convegno è stato francamente stentato, con forzati richiami all'allegria e alla felicità probabilmente per mascherare il difficile momento economico-finanziario, ma che possono confondere il focus principale, che resta la motivazione delle persone. Meglio, la capacità del management di legare la motivazione alle persone.

Una innovazione Social parte sempre e comunque da un cambiamento organizzativo cross-funzionale e soprattutto mentale, non e' semplicemente una adozione tecnologica!
Vedere anche http://www.forum-ucc.it/webmeeting-25-03-2013

In una fase in cui le incertezze del mercato costringono le aziende a riadattare continuamente i loro progetti, ci si chiede come bisogna pensare allo spazio di lavoro digitale.
Con il social tutto va rivisto, partendo dalla constatazione che "i problemi di oggi sono le soluzioni di ieri".

Intanto può essere interessante chiedersi quali siano gli adsocialb2

detti-collaboratori del futuro. Occorre che siano in grado di coltivare una passione, vanno ricercati attraverso le comunità, devono essere portati alla ricerca di informazioni ma anche capaci di condividerle, bisogna che siano sempre connessi, un po' insegnati ed un po' studenti, ma, soprattutto, non manager ma leader.

Per quanto riguarda i responsabili, appartiene al passato chi agisce con il metodo del "commando e del controllo", chi non è aperto e trasparente, chi a

ccentra decisioni e crede solo nella forza della propria conoscenza. Sono, invece, manager del futuro quelli che

ascoltano la voce dei collaboratori e dei clienti, chi decentra le decisioni, crede nell'intelligenza collettiva e nel feedback veloce o in tempo reale.

Una considerazione relativa alla collaborazione: è interessante il confronto proposto da Cisco tra lo stato dell'arte - in cui la priorità resta la riduzione dei costi - e la visione dei prossimi 5-10 anni, in cui ci si concentrerà

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non solo sulla produttività ma anche sull'efficienza dei processi.

Per ciascuna tipologia di attività lo scenario di impiego delle tecnologie potrebbe cambiare come in breve descritto:

- Fase di Ricerca. Oggi con Twitter e Linkedin; domani con multi app social;

- Fase di Collegamento. Oggi con e-mail, IM, social post, LinkedIn messaggi; domani con video ovunque, localizzazione e presenza;

- Fase di Incontro. Oggi con IP video phone, desktop video, webinar; domani con realtà aumentate in contesto social;

- Fase di Condivisione. Oggi con e-mail, file sharing, social post; domani con informazioni condivise nel "mondo di internet delle cose-everything".

La domanda che in molti si pongono è: quanto condividiamo questi scenari e se siamo pronti ad affrontare, ciascuno nel suo ambito, queste consistenti trasformazioni?

Ancora qualche annotazione. 

Pochi sono stati i riferimenti che gli oratori internazionali hanno fatto alla nostra realtà di mercato: Luxottica e Amadori sono i casi di successo italiani citati nello speech di Ibm.
Per quanto occorra una visione internazionale è apprezzato lo sforzo per contestualizzare il contributo di ciascun paese.

Curiosa la descrizione di Social prodotta attraverso l'estensione del concetto BYOD: ciascun collaboratore può portare con se non solo il suo Device", ma anche le APP e, soprattutto la sua Experience.

E' stata interessante l'evoluzione proposta da Cisco per il Customer Service: oggi impiega soprattutto contact center e self service on line, mentre domani saranno usati in modo importante i canali social e le comunità dei clienti e - a nostro avviso - le aziende dovranno dotarsi di soluzioni di command center per poter crescere nel social.

Occorre essere realistici. Infatti, da una ricerca presentata da Sap, risulta che solo il 3% degli utenti di social network aziendali li usa almeno una volta al giorno. Mentre il 77% non impiega mai i social network.
Molti possono essere i motivi di questa situazione, ma certo il dato riscontrato fa pensare a quanto occorre fare per "far evolvere bene" questa situazione.
(MM)


bullet-arancio Nota di Giuseppe Donati

Le considerazioni tra i partecipanti a fine manifestazione sono così riassumibili:

- Troppi progetti ancora basati sul cost saving, vedere sempre le considerazioni di Gartner da noi presentate in http://www.forum-ucc.it/webmeeting-25-03-2013

- Tutti i case studies presentati erano progetti "mirati" e focalizzati, nessuna trasformazione organizzativa a 360 gradi

- C'e ancora troppa poca visibilita' di cosa succede intorno. Probabilmente questa una tendenza "italiana" a tenere i progetti segreti ...

- I processi sociali devono essere principalmente un cambiamento organizzativo e mentale.

Ma soprattutto il feeling generale era che sicuramente questa e' la strada ma ... il percorso e' ancora lungo, molto lungo.

La frase più ad impatto del convegno? Quella di Brett King (Banking 3.0)

"Quello visto sino ad ora nella Digital Sphere é solo l'inizio, non possiamo ancora immaginare l'impatto che avremo nei prossimi 20 anni".


dopo convegno

 

 

 

Pochi sono stati i riferimenti che gli oratori internazionali hanno fatto alla realtà italiana: Luxottica e Amadori sono i casi di successo citati nello speech di Ibm.
Per quanto debba essere apprezzato la visione internazionale è bene apprezzato lo sforzo per contestualizzare il contributo di ciascuno.

E’ stata interessante la descrizione di Social prodotta attraverso l’estensione del BYOD: ciascun collaboratore può portare con se non solo il suo Device”, ma anche le APP e, soprattutto la  sua Experience. 
 
Occorre essere realistici. Infatti, da una ricerca presentata da Sap,  risulta che solo il 3% degli utenti di social network aziendali li usa almeno una volta al giorno. Mentre il 77% non li impiega mai. Molti possono essere i motivi di questa situazione, ma certo il dato riscontrato fa pensare a quanto occorre fare per far evolvere bene questa situazione
Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Giugno 2013 16:00

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