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La Sfida Social

Mercoledì 20 Novembre 2013 14:25

Le aziende stanno adottando soluzioni e servizi di Unified Communication & Social Collaboration, ma le fasi di questo sviluppo sono molto diverse. Cerchiano di fare chiarezza con il supporto di Marco Minghetti.

Le fasi individuate sono le seguenti e, per ciascuna, Marco Minghetti ci ha indicato una possibile definizione.comm10

1) Condivisione.

Fase dell'azienda in in cui voce stand-alone, video e trasmissione dati sono integrati in applicazioni convergenti.
Questa fase viene generalmente guidata dalla necessità di aumentare la produttività.

Nella fase di convergenza con le applicazioni, vengono introdotte funzioni aggiuntive per gli utenti, tra cui audioconferenza e informazioni su chi chiama.
L'uso di informazioni sulla presenza permette di visualizzare se i contatti sono o no al telefono e di abilitare applicazioni, come la messaggistica istantanea.

I processi di comunicazione interni sono limitati al file sharing e file versioning (condivisione di documenti nelle diverse versioni ad esempio attraverso l'utilizzo di Sharepoint)

2) Collaborazione.

Fase dell'azienda in cui sotto il profilo tecnologico il progetto e l'implementazione dell'architettonica per assicurare la convergenza voce e video su reti dati si sono ormai pienamente dispiegati.

Si cominciano ad affrontare le sfide legate alla diffusione dei dispositivi mobili e al passaggio al cloud, un modello per cui si ottiene la massima flessibilità operativa, perché l'elaborazione, lo storage e l'uso di applicazioni software si sposta nella nuvola - potenzialmente nell'infinità di server connessi a Internet - e tutto è governato da servizi misurabili che trasformano l'uso dei computer e del software in utility.

In pratica, il ricorso a piattaforme di cloud computing offre agli utenti risorse per la memorizzazione, il processamento e la condivisione di vaste moli di dati su macchine virtuali poste in remoto accessibili mediante il web.

Sotto l'aspetto gestionale, gli strumenti di management 2.0 hanno impatto sui comportamenti organizzativi e sul project e knowledge management (ad esempio, attraverso l'utilizzo di calendari condivisi), ma non sui processi organizzativi (non sono quindi state create brand community per la co-genenerazione di prodotti e servizi con i clienti, modalità di employer branding online o servizi di social media customer care, ad esempio).

3) Social Networking.

In questa fase l'azienda si è dotata di un vero sistema di lavoro "social", che fondamentalmente comporta non solo la diffusione di piattaforme di networking - quali Yammer, Chatter, Jam, ecc. - ma più compiutamente i seguenti aspetti:

a) La creazione di un Social Portal: un "entry point" che consenta a tutti la doppia visione, ovvero l'accesso al profilo individuale e alle community corporale (e a quelle emergenti dal basso) secondo lo schema sotto riportato.social portal

b) Dal profilo individuale è possibile:

  • Gestire in autonomia i propri dati organizzativi (nome, cognome, foto, ruolo, referenti gerarchici e funzionali, ecc..)
  • Reperire rapidamente le persone che servono (esperti online)
  • Postare un messaggio di stato per comunicare dove si è/cosa si sta facendo
  • Creare e sviluppare un proprio network professionale (attraverso la costituzione di gruppi)
  • Comunicare con il proprio network esperienze e know how (attraverso tag)
  • Seguire persone, gruppi e oggetti (file)

c) Le Community Corporate (potenzialmente aperte a tutti gli stakeholder interni ed esterni in relazione al processo cui fanno riferimento) come quelle emergenti dal basso (attraverso il profilo individuale) devono potere essere create sulla base dei principali social tools ovvero: Blog, Forum, Wiki, Idea management, Bookmarks, Sondaggi, File sharing & versioning.

d) E' essenziale che la piattaforma sia corredata di un sistema di social analytics e che sia utilizzabile anche da mobile.

e) E' indispensabile la redazione e diffusione di una social media policy e, più in generale, di un sistema di Governance 2.0.

bullet-arancio new-lamp Se, come pensiamo, avete letto con interesse,
ora potete accedere alla mini-indagine.
Grazie per la collaborazione!

v     Dal profilo individuale è possibile:

o       Gestire in autonomia i propri dati organizzativi (nome, cognome, foto, ruolo, referenti gerarchici e funzionali, eccetera)

o       Reperire rapidamente le persone che servono (esperti online)

o       Postare un messaggio di stato per comunicare dove si è/cosa si sta facendo 

o       Creare e sviluppare un proprio network professionale (attraverso la costituzione di gruppi)

o       Comunicare con il proprio network esperienze e know how (attraverso tag)

o       Seguire persone, gruppi e oggetti (file)

 

v     c) Le Community Corporate (potenzialmente aperte a tutti gli stakeholder interni ed esterni in relazione al processo cui fanno riferimento) come quelle emergenti dal basso (attraverso il profilo individuale) devono potere essere create sulla base dei principali social tools ovvero: Blog, Forum, Wiki, Idea management, Bookmarks, Sondaggi, File sharing & versioning.

v     d) E’ essenziale che la piattaforma sia corredata di un sistema di social analytics e che sia utilizzabile da mobile.

v     e) E’ indispensabile la redazione e diffusione di una social media policy e più in generale di un sistema di Governance 2.0.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Novembre 2013 09:09

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