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UCC: analisi del contesto Italiano

Venerdì 02 Maggio 2014 08:03

Questa relazione presenta la situazione del mercato italiano utilizzando il modello PEST, che evidenzia i fattori e trend Politici, Economici, Sociali e Tecnologici che influenzano l'attrattività di un settore. Tuttavia, invece di studiare macro-fattori (e.s. PIL, disoccupazione), si è preferito concentrare l'analisi su fattori specifici che direttamente influenzano il settore UCC+Social.

bullet-arancio Fattori Politici

  • Sviluppo della rete a Banda Larga e influenza del governo
    Sebbene lo sviluppo della banda larga e la digitalizzazione del paese siano una priorità nei programmi politici italiani (anche nel 2012 era presente un piano per lo sviluppo di una rete FTTH nelle zone urbane), il governo non ha risorse economiche sufficienti per portare a termini tali progetti. A causa della negativa congiuntura economica, dunque, non sarà possibile lo sviluppo completo di una rete a banda larga con risorse pubbliche. Dal punto di vista dell'influenza del governo, si può dire che il settore UCC+Social non mostri criticità. Infatti, pur mantenendo il controllo sulla rete di Telecomunicazioni, permane la libertà di operare in tale settore.

L'analisi è parte di un progetto di gruppo (B2B Marketing, Internationalization strategy the UCC industry).
Si può consultare la versione completa in inglese presente nel report per l'università e che contiene tutte le fonti.

Jacopo Todeschini Premuda
Studente CEMS MiM,
Università Bocconi & Copenhagen Business School
foto tedeschini

bullet-arancio Fattori Economici

  • La crisi economica: un'arma a doppio taglio
    Per quanto riguarda la situazione economica, la situazione è semplice: l'Italia permane in crisi, avendo un debito pubblico superiore a 2000 miliardi, un PIL stagnate da oltre 20 anni, e più di 110.000 imprese che hanno chiuso solo nel 2013. Sebbene taluni indicatori (quali la fiducia dei consumatori e lo spread in calo) indichino l'inizio di una ripresa, il paese è ancora lontano da una situazione di normalità. Questa situazione comporta due effetti: da un lato vi sono poche risorse disponibili per investimenti in sistemi UCC, dall'altro vi è un forte incentivo a sviluppare strategie di riduzione dei costi. Nella situazione attuale, le aziende italiane stanno sempre più guardando all'estero per ridurre I costi e trovare nuovi mercati. Questa maggior internazionalizzazione porta ad un incremento nel bisogno di servizi di teleconferenza per ridurre i costi di viaggio e delle chiamate internazionali. In tal senso, un'offerta di servizi di UCC in cloud risulta attrattiva, in quanto ottimale per la riduzione del CAPEX e per portare a un ritorno economico a breve termine, come confermato da una ricerca Mc Kinsey & Co (B2B 2015: the future role of Telcos in ICT markets).

bullet-arancio Fattori Sociali

I tratti "sociali" della popolazione composta dalle aziende italiane possono essere riassunti nelle seguenti caratteristiche: Familiarità con prodotti UCC, Effetto dimensione, Smart-workers e Criticità organizzative.

  • Familiarità con prodotti UCC
    Le aziende italiane stanno vivendo un periodo di forti cambiamenti tecnologici dal punto di vista della comunicazione. Come evidenziato da una ricerca Ovum (The Future of Unified Communications and Collaboration), l'utilizzo dei telefoni fissi è in constante declino, e computer e tablet stanno divenendo il centro delle comunicazioni siano esse chiamate, messaggistica o videoconferenza. Tale tendenza è confermata dal fatto che l'Italia risulta tra i paesi europei che utilizzano maggiormente Microsoft Lync. Inoltre politiche di BYOD (Bring Your Own Device) si stanno diffondendo anche in Italia dove il 41% delle aziende dichiara di avere tali politiche in atto mentre il 33% ne sta pianificando lo sviluppo (Ovum). Inoltre in Italia risulta vi è un avanzamento nel tipo di utilizzo che si fa dei servizi UC. Infatti, si sta passando da una situazione in cui UCC era sinonimo di PBX e si limitava alla riduzione dei costi, a una visione strategica in cui UCC+S ha un ruolo primario con l'ambito "Social" è in forte sviluppo. Secondo Ovum, il 78% delle aziende italiane ha intenzione di sviluppare un piano strategico relativo alle UCC finalizzato al raggiungimento degli obbiettivi aziendali. La maggior parte di tali progetti permane "on-premise" per le grandi aziende, mentre per le PMI si può riscontrare un elevato tasso di crescita relativo al mercato cloud.

  • L'effetto dimensione
    In Italia vi è un forte divario tra grandi imprese e PMI: da un lato le il 95% delle grandi aziende ha progetti UCC in atto, dall'altro si può dire altrettanto solo il 31% delle PMI (di cui solo il 15% con progetti in fase matura) Le PMI, infatti, stanno sviluppando soluzioni UCC partendo dalla esperienza come consumatori (es. Skype, Whatsapp...) basate su un modello freemium. Il fatto che il mercato italiano sia composto per la maggior parte da PMI, porta a influenzare negativamente l'attrattività del settore.

  • Smart workers
    Relativamente a tale fenomeno, si può dire che l'Italia non è tra i paesi maggiormente sviluppati in Europa. Ciononostante il numero di lavoratori al di fuori dell'ufficio sta aumentando, grazie alla diffusione di strumenti portatili (smartphones) e software adeguati che controbilanciano una cultura in cui la produttività è ancora legata a "timbrare il cartellino".

  • Criticità organizzative
    Due sono gli ulteriori ostacoli che limitano la diffusione del fenomeno UCC+S: la struttura organizzativa e il modo in cui ci si relaziona in Italia ("High Context" secondo Hall). Da un lato, le soluzioni UCC+S che incentivano alla condivisione orizzontale si scontrano con una struttura gerarchica ancora verticale, dall'altro permane la preferenza per le comunicazioni faccia a faccia, specialmente per quanto riguarda le relazioni professionali.

bullet-arancio Fattori Tecnologici

In generale l'Italia, come gli altri paesi dell'Europa Occidentale, ha sviluppato un livello di avanzamento tecnologico sufficienti per lo sviluppo del settore UCC+S; infatti, secondo Ovum, solo ¼ degli IT manager ritiene che l'affidabilità tecnologica possa essere un problema per i progetti UCC+S. In ogni caso, i fattori tecnologici che permangono critici per l'analisi sono: il digital divide, la diffusione del cloud e lo sviluppo di sistemi ibridi.

  • Digital Divide
    Il digital divide, nel caso del settore UCC+S non riguarda meramente il divario nord-sud, bensì assume maggior importanza relativamente all'enorme gap tra le zone urbane e extra-urbane. Se da un lato città quali Milano e Torino, dove risiedono molte grandi aziende, presentano una rete stabile e rapida, dall'altro non si può dire altrettanto delle zone extra-urbane. In queste aree, in cui tipicamente risiedono le numerosissime PMI e si sviluppano i cosiddetti distretti industriali, non è sempre garantita la banda larga. Dunque, non stupisce che l'Italia sia al 22° posto in Europa relativamente alla diffusione della banda larga.

  • Cloud
    La rapida diffusione del cloud potrebbe portare l'Italia a chiudere il gap con gli altri paesi europei. Nel settore UCC+S, il conetto di cloud e di SaaS, inizialmente prerogative delle PMI, si sta diffondendo rapidamente anche tra le grandi Multinazionali coerentemente con il superamento del trade-off costo/sicurezza tipico dei sistemi on premise. Nel prossimo futuro si passerà dunque da servizi managed a soluzioni centralizzate cloud-based (includendo anche Video Conferencing e SIP trunks), permettendo di personalizzare tanto il network quanto il contenuto pur mantenendo elevati livelli di efficienza.

  • Sistemi ibridi
    I sistemi ibridi, che recentemente stanno prendendo piede in tanto in Italia quanto in Europa, permettono a telefoni e computer di communicate, unendo i sistemi PSTN e VoIP. Prodotti quali Microsoft Lync forniti da fornitori specializzati (es. PGI, Arkadin, Intercall, BT) permettono di superare il digital divide "rurale" sopra accennato e rappresentano una delle aree di maggior sviluppo per il futuro delle UCC+S.
Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Maggio 2014 09:29

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