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Doxa, indagine sui professional

Giovedì 23 Ottobre 2014 16:23

All'interno dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano è stata presentata la ricerca condotta da Doxa sul "punto di vista dei professional". Nel seguito si riportano alcune considerazioni sugli interessanti dati raccolti.

Il campione intervistato da Doxa, doxa5con ricerca CAWI, è composto da 1.000 individui:

  • 81% dipendenti impiegati, 12% quadri e 7% dirigenti.
  • 55% uomini, 45% donne
  • 51% di aziende site al nord, 22% al centro e 27% nel sud e isole.

Il tempo è certamente una variabile critica per la nostra vita lavorativa (e privata).

In ordine decrescente per il tempo dedicato risultano le seguenti attività: telefonate, conferenze, riunioni programmate, momenti di pausa, incontri non pianificati e riunioni informali.

Nella stragrande maggioranza dei casi la parte più rilevante di tempo è dedicata alle attività principali e allo svolgimento di compiti che richiedono particolare concentrazione.

Da notare che quasi il 20% del campione intervistato da Doxa impegna circa il 30% del tempo disponibile per telefonate e conferenze web (vedere tavola sotto riportata).

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Gli intervistati:

  • nel 27% dei casi affermano di dedicare tempo al lavoro da casa
  • nel 51% dei casi dedicano tempo al lavoro in mobilità fuori dalla sede della società,
  • nel 75% dei casi impiegano tempo non presso la propria postazione di lavoro.

Il lavoro viene svolto fuori ufficio soprattutto quando si opera presso altre sedi della stessa azienda (48% dei casi) o quando ci si trova presso clienti (47% dei casi).

Nel caso del lavoro condotto fuori ufficio, sono più le occasioni che mostrano un miglioramento rispetto a quelle che peggiorano la situazione.

Oltre alle scontate affermazioni positive - che riguardano la soddisfazione, la motivazione e l'autonomia d'azione degli addetti – si evidenziano:

  • le occasioni di formazione e ampliamento delle competenze
  • le opportunità di carriera e crescita professionale.

Invece, tra le situazioni in cui il lavoro condotto fuori ufficio produce effetti negativi gli intervistati segnalano

  • il peggioramento nella tempestività di risposta alle urgenze lavorative e
  • l'effetto sul coordinamento ed il confronto con i propri responsabili (vedere tavola sotto riportata).

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Per concludere, la ricerca Doxa evidenzia luci ed ombre, ma (vedere le due tavole successive, fonte Doxa) anche che il 20% delle persone si dichiara pronto allo Smart Working, ovvero manifesta un'attitudine positiva nei confronti di questa innovazione. 

Inoltre, coloro che si dichiarano "pronti" presentano degli incrementi migliorativi significativi nel caso di lavoro fuori ufficio soprattutto nelle aree più citiche: tempestività di risposta alle urgenze e coordinamento-confronto con i responsabili

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Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Ottobre 2014 17:44

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