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Digital Mismatch, secondo Modis

Mercoledì 05 Novembre 2014 18:49

Il settore IT sta attraversando un forte mutamento e la richiesta di nuove professionalità in un Paese dove abbiamo pochi laureati in IT e dove l'offerta formativa universitaria in molti casi non è adeguata per sostenere la richiesta di innovazione e del mercato internazionale.

Oggi, inoltre, un titolo di studio universitario e la conoscenza della lingua inglese diventano fattori imprescindibili, soprattutto per gli entry level.
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, i laureati in Italia nel 2012 nelle facoltà di informatica e ingegneria informatica sono stati 6.732, ma attualmente gli iscritti al primo anno della facoltà di ingegneria nel 2014 risultano essere solo 3.646.
Pertanto è certo che nei prossimi anni ci troveremo sempre di più ad avere carenza di profili ICT rispetto alle richieste del settore. In altre parole, si osserva per l'Italia un ritardo nel passaggio dall'IT tradizionale all'Everything Digital.

Registriamo un netto aumento nella richiesta dei laureati rispetto ai diplomati nell'ultimo anno, passando dal 34% del 2013 al 39% nel 2014 per i lavoratori in possesso di un titolo universitario di secondo livello o post laurea. La percentuale sale invece, nel 2014, al 57% se si considerano i lavoratori assunti con lauree di primo livello. Insomma, qualcosa sta cambiando e anche molto velocemente.

Il 22% delle assunzioni risulta di difficile reperimento e il tempo medio per reclutare una professionalità di questo tipo è di circa 4 mesi.
Questi i motivi delle difficoltà a individuare i profili ricercati:
• mancano sul mercato le professionalità richieste
• la richiesta è superiore alla domanda
• i canali attraverso i quali contattare i possibili candidati non sono ben chiari.

bullet-arancio Leggere la presentazione "Digital Mismatch" di Modis (pdf)

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Novembre 2014 19:01

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