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Reti d’impresa e filiere

Martedì 12 Aprile 2011 13:36

Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato.

 Questo è il testo tratto dall’art. 3, comma 4-ter, del d.l. n. 5/2009, convertito nella legge n. 33/2009.

Il contratto di rete si ispira alla necessità di avere un posizionamento strategico nell’ambito di un sistema economico sempre più complesso. L’apertura e la liberalizzazione dei mercati internazionali, la globalizzazione dei modelli competitivi e dei modi della produzione, nonché la fluidificazione dei processi di scambio di conoscenze ed esperienze hanno richiesto alle imprese nuove forme organizzative adatte a comportamenti flessibili e creativi.
In Italia - dove il 95% delle imprese ha meno di 10 dipendenti - le aziende hanno cominciato a dare vita reti di scambio, condivisione e produzione delle conoscenze al fine di salvaguardare e rilanciare la propria competitività

Tra gli scopi del contratto di rete c’è la capacità di accedere a rapporti altrimenti preclusi all’impresa singola: finanziamenti, internazionalizzazione, agevolazioni, bandi di gara pubblici

Con le alleanze sarà possibile l’accesso a conoscenze più ampie e differenziate, riducendo costi, rischi e tempi. Inoltre, attraverso una condivisione delle stesse, aumenta il riutilizzo della propria conoscenza, che viene sfruttata non solo dal produttore, ma anche dagli altri partner che possono impiegare quella già disponibile in rete.
In questa ottica rientra il tema dell’economia della conoscenza e dei lavoratori della medesima.

Va infine ricordato che é stata introdotta una agevolazione fiscale per le imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete. In particolare per tali imprese viene previsto un regime di sospensione d’imposta relativamente alla quota degli utili dell’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune di rete.

 Ci chiediamo se vi sono progetti UCC, in particolare per la parte di collaboration, che rientrano nelle situazioni suddette.  

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 10:21