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TLC in Europa, luci e ombre

Giovedì 27 Gennaio 2011 16:32

L’ultimo rapporto della Commissione europea registra che i ricavi dell’intero settore delle comunicazioni elettroniche in Europa sono pari a circa 350 miliardi di euro.

E’ una cifra maggiore all’intero prodotto interno lordo del Belgio. Il 43% di tali ricavi sono derivanti da servizi voce o a banda larga su rete fissa, il 47% da servizi su rete mobile ed il restante 10% da servizi di IPTV.
Con l’inizio dell’anno ETNO (European Telecommunications Network Operators) ha un nuovo presidente e, per la prima volta, é un italiano: Luigi Gambardella, Vice President di Telecom Italia per le Relazioni con le Istituzioni Europee e con gli Organismi Internazionali.

Nel 2009 il settore europeo delle telecomunicazioni ha registrato una flessione dei ricavi del 2,2% e una diminuzione degli investimenti complessivi del 6,4% per un valore totale pari a 42,2 miliardi di euro. Il suo peso nel mercato mondiale è sceso dal 33% nel 2004 a poco più del 28% nel 2009.

Il Rapporto Fornefeld, studio effettuato qualche tempo fa per la Commissione europea, ha rilevato che nella migliore ipotesi di sviluppo del mercato della banda larga, si creerebbero in Europa 2 milioni di nuovi posti di lavoro e sarebbero creati 1.080 miliardi di euro di valore grazie allo sviluppo di attività economiche online a valore aggiunto nel periodo 2006-2015.

Di fronte ad una situazione che evidenzia diverse criticità in termini finanziari, il settore delle comunicazioni elettroniche si trova in una fase molto delicata dal punto di vista delle sfide tecnologiche e il rilancio del settore deve guardare allo sviluppo di nuovi servizi per posizionarsi in maniera strategica nella nuova catena del valore indicata dal mercato dei servizi Internet.

Secondo quanto dichiarato da Luigi Gambardella a Key4biz “il continuo incremento della capacità trasmissiva finanziato dai soli operatori di telecomunicazioni non sembra soluzione efficiente e praticabile poichè vi sono forti limiti a quanto i consumatori sono oggi disposti a pagare. È necessario, pertanto, che i regolatori non adottino misure restrittive mirate ad impedire soluzioni di gestione differenziata del traffico e delle applicazioni”.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Gennaio 2011 16:34

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