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Collaborazione, significato

Giovedì 08 Aprile 2010 08:54

Cooperazione, Collaborazione e Partecipazione
Ovvero l'interazione tra le persone.

E' evidente che oggi non basta più rilasciare ottimi prodotti e servizi tecnologici, ma occorre anche impegnarsi per cambiare le persone e i processi aziendali. Affinchè le nuove modalità d'uso possano dare i vantaggi attesi. 
Una delle aree di intervento dei servizi di UCC riguarda la componente di "collaboration". Anzi, questa potrebbe essere determinante per decretare il successo di mercato di UCC.  
Cerchiamo intanto di dare un significato a termini che spesso impieghiamo in modo indistinto.
La cooperazione è una struttura di interazione che, unendo il lavoro di più persone in un gruppo,
agevola il raggiungimento dello scopo condiviso.
La collaborazione è centrata sull’individuo che apprende dalle abilità e dai contributi
dei colleghi.
La partecipazione identifica un'azione mediante la quale si prende parte, si interviene, ad un evento e in alcuni casi si condivide tale esperienza. 

Collaboration: “the action of working with someone to produce or create something”.  
from Latin collaboratio(n-), from collaborare ‘work together.’
Cooperation: “the process of working together to the same end”.
from Latin cooperatio(n-), from the verb cooperari; later reinforced by French coopération.
(fonte: New Oxford American Dictionary).

Cooperazione, collaborazione e partecipazione sono aspetti essenziali nello sviluppo delle organizzazioni 2.0.
Sviluppo a cui si infrappongono vari ostacoli, essenziamente le gerarchie, le abitudini, ed i timori.

Troppa gerarchia impedisce la responsabilizzazione diffusa degli attori in gioco e rallenta i processi di innovazione dal basso. Come si crea il nuovo processo decisionale?
Le abitudini organizzative impediscono di apprezzare il potenziale innovativo. Se si è sempre fatto così, perché cambiare?
I timori del nuovo ignoto e dei possibili effetti negativi impedisce di vedere e apprezzare gli effetti positivi. Siamo poi così sicuri che gli addeti vogliano cambiare? Molti temono le critiche.

Per cercare di superare questi ostacoli:
- I manager dovranno avere fiducia nell’innovazione creata dal basso con la partecipazione dei collaboratori.
- Gli addetti dovranno cambiare le loro abitudini ed imparare a condividere
- I gestori dei servizi UCC dovranno diventare "facilitatori" per far emergere la partecipazione
- I tecnici di ICT dovranno rilasciare sistemi facili da usare.

"Per competere, alle imprese verrà richiesto di dare fiducia alle proprie organizzazioni e ai potenziali clienti. Sarà sempre più necessario allargare la base dell’intelligenza collettiva […] e sarà sempre più abituale chiedere ai clienti di co-progettare i prodotti e i servizi”. 
Vito di Bari – "Il futuro che già c’è (ma ancora non lo sappiamo)" – Edizioni il Sole24Ore.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Aprile 2010 11:21

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